Secondo il Codice del lavoro romeno, l’indagine disciplinare preliminare è obbligatoria prima di qualsiasi sanzione disciplinare, tranne l’ammonimento scritto. L’articolo 251 sanziona con la nullità assoluta ogni altra sanzione applicata senza di essa. Una convocazione incompleta, un termine superato o una decisione priva degli elementi obbligatori sono motivi frequenti per cui i tribunali romeni annullano le sanzioni. Bismutika HR vi aiuta a svolgere correttamente la procedura, dalla segnalazione fino alla comunicazione della decisione di sanzione.
L’indagine disciplinare affidata a un consulente esterno
Dal 2020 (Legge n. 213/2020), il Codice del lavoro romeno consente al datore di lavoro di nominare una persona, costituire una commissione oppure avvalersi di un consulente esterno specializzato in diritto del lavoro, autorizzato a svolgere l’indagine disciplinare (art. 251 comma (11)). Potete quindi esternalizzare l’intera procedura: noi prepariamo i documenti, convochiamo il dipendente, conduciamo l’audizione e redigiamo il rapporto, mentre voi decidete la sanzione sulla base di un fascicolo completo.
L’esternalizzazione è utile soprattutto quando:
- in azienda nessuno ha esperienza con la procedura disciplinare;
- l’illecito riguarda un manager o una persona vicina a chi farebbe parte della commissione;
- la sanzione proposta è il licenziamento disciplinare e il rischio di contenzioso è elevato;
- il termine di 30 giorni per emettere la decisione è già in corso.
Quando è necessaria l’indagine disciplinare preliminare
L’illecito disciplinare è un fatto connesso al lavoro, commesso con colpa dal dipendente, con cui questi ha violato le norme di legge, il regolamento interno, il contratto individuale o collettivo di lavoro oppure le disposizioni legittime dei superiori (art. 247). L’indagine preliminare è obbligatoria prima di una delle seguenti sanzioni (art. 248):
- retrocessione, con lo stipendio della nuova funzione, per al massimo 60 giorni;
- riduzione dello stipendio base del 5–10% per 1–3 mesi;
- riduzione dello stipendio base e/o dell’indennità di direzione del 5–10% per 1–3 mesi;
- licenziamento disciplinare (risoluzione del contratto individuale di lavoro).
L’ammonimento scritto è l’unica sanzione che si può applicare senza indagine preliminare.
Cosa include il servizio di indagine disciplinare
- Analisi della segnalazione e dei documenti – stabiliamo i fatti, le norme violate e le prove necessarie.
- Verifica del regolamento interno – gli illeciti, le sanzioni e la procedura disciplinare devono essere previsti nel regolamento interno.
- Autorizzazione – redigiamo la decisione di nomina della persona, della commissione o del consulente esterno.
- Convocazione scritta del dipendente – con oggetto, data, ora e luogo dell’incontro, come richiesto dall’art. 251.
- Audizione e verbalizzazione delle difese – il dipendente può presentare le proprie difese ed essere assistito, su richiesta, da un consulente esterno specializzato in diritto del lavoro o da un rappresentante del sindacato di cui è membro.
- Rapporto d’indagine e proposta di sanzione – proporzionata alla gravità del fatto, secondo i criteri dell’art. 250.
- Decisione di sanzione – con tutti gli elementi obbligatori dell’art. 252.
- Comunicazione e archiviazione del fascicolo – nei termini e con prova della consegna.
I termini da cui dipende la validità della sanzione
- 30 giorni di calendario dalla data in cui il datore di lavoro è venuto a conoscenza dell’illecito – termine per emettere la decisione di sanzione, ma non oltre 6 mesi dalla data del fatto (art. 252 comma (1)).
- 5 giorni di calendario dall’emissione – termine massimo per comunicare la decisione al dipendente; la decisione produce effetti dalla data della comunicazione.
- 30 giorni di calendario dalla comunicazione – termine entro cui il dipendente può impugnare la decisione in tribunale.
Cosa deve contenere la decisione di sanzione
A pena di nullità assoluta, la decisione deve contenere (art. 252 comma (2)):
- la descrizione del fatto che costituisce illecito disciplinare;
- le disposizioni dello statuto del personale, del regolamento interno, del contratto individuale o collettivo di lavoro violate dal dipendente;
- i motivi per cui sono state respinte le difese del dipendente oppure i motivi per cui l’indagine non è stata svolta;
- la base giuridica della sanzione;
- il termine entro cui la sanzione può essere impugnata;
- il tribunale competente.
Come lavoriamo
- Colloquio iniziale – ci raccontate cosa è successo e quando ne siete venuti a conoscenza; verifichiamo subito i termini.
- Fascicolo d’indagine – prepariamo l’autorizzazione, la convocazione, il verbale dell’audizione e il rapporto.
- Audizione del dipendente – la conduciamo come consulente esterno autorizzato oppure la prepariamo insieme alla persona da voi nominata.
- Decisione – redigiamo la decisione di sanzione e vi guidiamo nella sua comunicazione.
Domande frequenti sull’indagine disciplinare
L’indagine disciplinare è obbligatoria per l’ammonimento scritto?
No. L’ammonimento scritto è l’unica sanzione applicabile senza indagine disciplinare preliminare. Per tutte le altre, la mancanza dell’indagine comporta la nullità assoluta della sanzione.
Cosa succede se il dipendente non si presenta alla convocazione?
Se il dipendente non si presenta senza un motivo oggettivo, il datore di lavoro può applicare la sanzione senza svolgere l’indagine. Per questo la convocazione deve essere corretta e consegnata con prova di ricezione.
Chi può svolgere l’indagine disciplinare?
Una persona nominata dal datore di lavoro, una commissione costituita a tale scopo oppure un consulente esterno specializzato in diritto del lavoro, autorizzato dal datore di lavoro.
Cosa succede se si supera il termine di 30 giorni?
Una decisione emessa oltre il termine può essere annullata dal tribunale su impugnazione del dipendente. Per questo la procedura deve iniziare non appena venite a conoscenza dell’illecito.
Vedi anche: Consulenza HR per le aziende
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